Stasera mi abbandono un po’ ai miei pensieri.

«Tutte le lacrime vanno baciate via.»
Snoopy

Che poi con questa frase vorrei dire tante cose, scrivere tutto quello che ho provato in quest’ultimo mese ma non so se ce la faccio. Perché in fin dei conti sto bene così. Nel senso che mi sta bene anche non condividerle qui le mie cose. Cose belle, cose brutte, cose che succedono, cose che potevano essere evitate, cose che dovevano essere affrontate e così via. Ma tutte cose mie. E non me la sento neanche di dover rispondere a commenti di “estranei” sui miei fatti personali. Stavolta sento le cose in modo molto più intimo. Mi sono resa conto di essere diventata particolarmente sensibile. Con tutto quello che mi è successo credo sia normale ma è alquanto fastidioso per me che ero abituata a farmi scivolare tutto addosso. Tutte cose insomma che mi riempiono la testa di pensieri. Quanti pensieri? Troppi pensieri.

E allora meglio non pensare, andiamo a letto che è meglio.
Buonanotte a tutti, sopratutto a chi dopo questo mio soliloquio vorrà ancora avere la pazienza di seguirmi sul blog.

Le chicche dell’ultima ora e della tarda serata.

Oggi mi sono finalmente ricordata di aggiornare il blog. Sopratutto perché oggi è martedì e in teoria l’abitudine che avevo preso ultimamente voleva che io pubblicassi il mio teaser personale. L’avrei fatto.
Peccato che abbia cominciato l’università e appena mi ricordo di accendere il computer per fare “altro” (che non sia controllare costantemente il sito dell’università per segnarmi/confrontare/aggiornare i miei appunti) eccola là che si è fatta sera.
Ma non tutto è perduto infatti sono ancora viva, nonostante gli orari folli che sto seguendo.
E sopratutto ecco l’annuncio che ognuno di voi non si sarebbe mai aspettato di ricevere da me. Sto cercando di farmi facebook.
Ebbene sì, proprio io.

Perché tempo 2 giorni e mi sono accorta che potrebbe essermi di importanza vitale per tenermi in contatto coi ragazzi conosciuti. Che macello. Ma come al solito la legge di Murphy mi perseguita e proprio nel momento in cui decido di iscrivermi il computer non ha per nulla intenzione di collaborare. Ottimo.

Teaser Tuesdays #5

Con il teaser di oggi voliamo dall’altra parte del mondo, direttamente in Malesia.
Ecco a voi:


«Mei Kwei provò non soltanto la sensazione del tutto nuova di essere sospesa nell’aria sopra un mare di occhi sgranati e visini alzati, ma anche il brivido acuto prodotto dalle sue forti mani calde, che una volta avevano stretto le sue nella loro presa rassicurante quando aveva cercato rifugio in chiesa, e che adesso le premevano sulla schiena trasmettendole il proprio calore.»

Lacrime di Cristallo – Catherine Lim pag.208 

È meglio una delusione vera di una gioia finta?

In questi giorni mi è capitato di risentire questa canzone di Neffa. Il titolo non è altro che il verso che apre la canzone e naturalmente tutto questo non può che avermi dato da pensare. Senza cadere troppo nel personale, anzi volendo rimanere il più possibile distaccata dai miei ultimi avvenimenti in fatto di cuore, mi ritrovo a pensare che la cosa migliore in una relazione sia essere sempre sinceri con il partner. Per questo motivo mai e poi mai riuscirei a mentire sull’andamento del rapporto, fingendo di provare una gioia inesistente. Mi rendo conto però che a volte possono esistere casi particolari. Per esempio se si è legati molto al partner e non lo si vuole far soffrire si può continuare la relazione pur fingendo oppure caso più comune, credo, se ci sono di mezzo i figli e si vuole evitare una separazione.
Io nonostante tutto credo che fingendo non si rovini solo una vita ma quella di entrambi in quanto il rapporto sarebbe dunque basato sulla menzogna. E tutto questo non rientra affatto nei miei pensieri.
Voi cosa credete sia meglio?

 

Vi sono mancata?

Ebbene sì, oggi sono particolarmente felice. Il motivo? Non ne ho la più pallida idea.
Ringrazio me stessa per aver trovato la forza di andare avanti. Ringrazio me stessa, una ragazza semplice, perché mi basta poco per essere contenta. E perché mi basta poco anche per emozionarmi.
Al contrario se volete farmi arrabbiare, armatevi di pazienza, perché le cose me le lascio scivolare addosso, a meno che non mi facciano davvero male, in quel caso non armatevi di pazienza, ma cominciate a preoccuparvi.
Bisogna sempre diffidare dalle persone più calme perché sono quelle che vi stupiranno di più con la loro forza, con la loro determinazione e con la loro rabbia, a volte.
Mi ringrazio perché oggi sorrido serenamente. Non ho dimenticato nulla, nulla di tutto quello che è successo che mi ha fatto tanto male nell’ultimo periodo ma oggi sorrido. Perché mi ero talmente tanto fossilizzata sul mio dolore che non riuscivo a vedere davvero cosa succedeva intorno a me.
Ringrazio le persone che mi sono state vicine in questo periodo. Ognuno di voi mi ha regalato parte di quella felicità che tenevo rinchiusa dentro di me. Lascio la rabbia andare via, la lascio correre. Ma sopratutto lascio andare te.
È giusto così. Io sono contenta dei momenti passati insieme belli e brutti, perché mi hanno fatto crescere. Non ho rimpianti e sono contenta proprio perché la nostra storia me la sono vissuta proprio come doveva essere vissuta. A pieno.
Ora però è tempo di rinascere.
E con oggi sono pronta a ripartire, che siano nuove amicizie o nuovi obiettivi, io sono pronta.

Cambiare le cose.

«Un giorno una tempesta terribile si abbattè sulla costa, scaraventando sulla riva migliaia e migliaia di stelle marine che restavano immobili e morivano sulla spiaggia. Tutti stavano a guardare esterrefatti e nessuno faceva niente. Tra la gente, tenuto per mano dal papà, c’era anche un bambino che fissava le piccole stelle di mare. All’improvviso lasciò la mano del padre, si chinò, ne raccolse tre e le riportò in acqua, poi corse indietro e ripetè la cosa… un uomo che era lì gli disse: “ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia, non puoi salvarle tutte, e lo stesso succede su tante altre spiagge. Inutile, non puoi cambiare le cose”. Il bambino si chinò a raccogliere un’altra stella e gettandola in acqua rispose: “Ho cambiato le cose per questa qui”. L’uomo fece lo stesso… poi furono in quattro, poi in cento, poi migliaia di persone che buttavano stelle di mare in acqua.»

dal libro “Il seme di Nasiriyah. Giuseppe Coletta, il brigadiere dei bambini”  - Lucia Bellaspiga

Teaser Tuesdays #4

Nuova settimana. Nuovo giro. Nuovo teaser.
 Anche questa volta il teaser in questione è per me molto speciale, non solo per quanto riguarda il libro ma sopratutto per quanto riguarda le circostanze. Il teaser infatti non l’ho scelto io ma Scrutatrice di Universi.
Ragazza splendida che ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere.

Ed ecco il teaser:

«Felice aveva assistito al processo; il suo orrore e la sua indignazione furono enormi quando seppe della sentenza. Subito fece voto solenne di liberare l’infelice, poi si diede a cercare i mezzi per raggiungere tale scopo. Dopo molti e vani tentativi di essere ammesso alla prigione, scoprì, su un lato non costruito dell’edificio, una finestra dalle sbarre possenti che dava luce alla cella dello sciagurato maomettano, il quale attendeva, disperato, l’esecuzione.»

Frankenstein ovvero Il Prometeo moderno – Mary Shelley pag. 118 

A piccoli passi.

È buffo pensare come una frase così insignificante e inutile per qualcuno , a me causi così tanti pensieri. Come se fosse intrappolata in una prigione. E non riesco a liberarmene.
Non si muove, sta lì, ferma, e io continuo a pensarci. Una frase.
Detta così, tanto per dire, senza averle dato neanche troppo peso. Pensando che dopo quella frase non sarebbe successo niente. Avrei tirato avanti come se nulla fosse. E invece a me qualcosa è rimasto. Rabbia.
Tanta rabbia. Perché mi sono sentita completamente vinta, umiliata, usata. Praticamente tutto quello che ho sempre cercato di evitare. Come non sopporto questa sensazione, dovermi sentire così.

Ma come continua a ripetere qualcuno ultimamente:
io come prima non ci torno.

«Se possiedi una cosa a cui tieni molto, lasciala libera: se torna a te vuol dire che e’ tua altrimenti significa che non lo e’ mai stata.»

Carlo Petronio